Valori Cultura e Sociale • 21 September 2007

Estate 2007. L'Italia brucia: serve più prevenzione e reale repressione (08/2007)

ESTATE 2007. L’ITALIA BRUCIA: OCCORRE MAGGIORE PREVENZIONE E UNA REALE REPRESSIONE NEI CASI DI INCENDIO DOLOSO
L’estate 2007 sarà ricordata in futuro per la piaga degli incendi, molti dei quali sono stati appiccati volontariamente ed hanno provocato la distruzione di piccoli centri abitati ed il decesso di cittadini innocenti. Lo Stato e le istituzioni locali devono reagire tempestivamente impiegando risorse economiche ed il personale del Corpo Forestale e delle altre forze dell’ordine per attuare quei piani necessari a garantire una maggiore azione di prevenzione ed una reale repressione dei colpevoli in tutti i casi di incendio doloso
Il fuoco ha devastato centinaia di ettari di vegetazione e foreste presenti nel territorio italiano e con essi tutto il patrimonio faunistico e gli ecosistemi creatisi: tutto ciò – come testimoniano le numerose taniche di benzina trovate a margine delle zone incendiate – ha l’evidente scopo di favorire coloro che guadagneranno attraverso la successiva conversione degli stessi terreni in distese da destinare a pascolo o all’edificazione di palazzi e villaggi turistici, anche grazie a mirate varianti dei locali Piani Regolatori. Le aree verdi rappresentano una caratteristica tipica dell’Italia ed una fonte di purezza che contrasta il crescente inquinamento tipico dei contesti urbani e del degrado socio-economico. Per tutelare il nostro Paese da questi volontari disastri - che sono contemporaneamente ambientali, economici e sociali - Azione Giovani richiede che sia attuata immediatamente e concretamente una politica di maggiore prevenzione. I Comuni inadempienti devono essere obbligati dallo Stato ad istituire il proprio catasto previsto dalla legge quadro in materia di incendi boschivi (L. 353/2000) ed a realizzare annualmente la mappatura delle zone di vegetazione abbandonate, di quelle incendiate e di quelle potenzialmente incendiabili, per evitare la successiva edificazione e la modifica della destinazione d’uso dell’area nei 15 anni successivi. Le stesse zone incendiate dovrebbero, ove tecnicamente possibile, essere tempestivamente destinate ad efficaci programmi di rimboschimento, come ulteriore deterrente contro gli incendi dolosi. Inoltre, le giovani generazioni devono essere educate e formate, dalla scuola e nelle università, ad apprezzare e rispettare il patrimonio verde italiano. Infine, per i piromani responsabili degli incendi dolosi devono essere introdotte delle taglie da conferire a chi collabora alla loro cattura e deve essere effettivamente applicata la reclusione, con la fermezza prevista nelle leggi penali italiane. In particolare, per questi delinquenti, molto spesso membri di organizzazioni criminali, devono essere disposte obbligatoriamente le misure cautelari perché è impensabile che, ogni volta, vengono immediatamente scarcerati e restano a piede libero in attesa di un lontano processo. di Paolo Torelli e Gian Luca Bianchi
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