Valori Cultura e Sociale • 28 November 2005

Contro la Pillola RU486: in difesa del diritto alla vita (11/2005)

NO ALLA PILLOLA ABORTIVA RU486
La pillola abortiva RU 486, è un composto chimico contenente una sostanza che inibendo il progesterone provoca l?aborto senza intervento chirurgico. Due giorni dopo aver assunto una prima pillola la paziente deve prenderne un?altra che permette le contrazioni necessarie all?espulsione del feto. Il farmaco è stato utilizzato per la prima volta in Francia nel 1988 ed è attualmente in uso anche negli Stati Uniti ed in altre realtà europee. Alcune Regioni (Toscana, Emilia Romagna e Piemonte) hanno dato il via libera alla sperimentazione importando le pillole dall?estero, senza alcuna precauzione e senza un parere obbligatorio delle autorità sanitarie nazionali. L?aborto è una scelta sempre drammatica, non è come prendere un?aspirina! Le conseguenze psicologiche non tardano a manifestarsi nella donna e nell?ambito di una coppia.
NO A CHI STRUMENTALIZZA LA DONNA E LA SUA SALUTE PER FAVORIRE L?ABORTO E LIMITARE LE NASCITE
Chi si riempie la bocca della necessità di tutelare la salute della donna non dice che la somministrazione della pillola abortiva RU486 comporta rischi molto elevati per la sua salute. Emorragie anche gravi fuori dalle strutture sanitarie, forti effetti collaterali (nausea, crampi, encefalea), gravi conseguenze psicologiche. In qualche caso il risultato neanche si ottiene, addirittura si può morire. Forse, dietro il totem di una tutela della salute della donna, si cela la volontà ideologica di favorire l?aborto e limitare così le nascite? Noi crediamo nella cultura della vita e non accettiamo che la donna e la sua salute vengano strumentalizzate per interessi di parte.
SI ALLA PREVENZIONE DELLE INTERRUZIONI DI GRAVIDANZA SANCITA DALLA LEGGE 194/78
ART 1 Legge 194/78. Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L'interruzione volontaria della gravidanza non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l? aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite. Questa parte della Legge è rimasta inapplicata per decenni. Vogliamo che le istituzioni si facciano carico della prevenzione dell?aborto, come bisogno primario della società. Nessuno intende cancellare la Legge. È, però, necessario attuarla sino in fondo.
SI AI VOLONTARI PER LA VITA NEI CONSULTORI FAMILIARI
ART 2 Legge 194/78. I consultori familiari assistono la donna in stato di gravidanza contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all'interruzione della gravidanza. I consultori sulla base di appositi regolamenti o convenzioni possono avvalersi, per i fini previsti dalla legge, della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato, che possono anche aiutare la maternità difficile dopo la nascita. Nei giorni scorsi il Ministro della Salute Francesco Storace ha espresso la necessità della presenza di ?volontari per la vita? nei consultori familiari, proprio a sostegno della totale applicazione della Legge 194/78. Azione Giovani sostiene questa ipotesi perché è necessario garantire all?interno delle strutture pubbliche il pluralismo culturale, dando però la giusta priorità al diritto alla vita rispetto che alla libertà d?aborto.

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