Riforma Universitaria • 12 November 2004

Per un'Università Protagonista in Europa (AU Gruppo CNSU/2002)

Per un'Università protagonista in Europa

Il 2002 rappresenta un anno particolarmente significativo per l'identità dell'Italia nel contesto europeo. Con un'adeguata azione di Governo, si devono effettuare scelte che permettano al nostro Paese di avere un ruolo protagonista in Europa anche nell'ambito dell'Università. La Tradizione Italiana degli Studi è caratterizzata da una formazione culturale e metodologica che rende più flessibile il pensiero e sviluppa maggiori capacità di adattamento a differenti forme di lavoro. In tal senso, si ricordano gli esempi negativi di quei sistemi universitari dove l'eccesso di specializzazione degli insegnamenti ha provocato l'incapacità di porsi davanti a nuovi impegni lavorativi con la stessa flessibilità dei nostri laureati. E' necessario difendere la qualità degli insegnamenti perché l'Università resti una "palestra culturale" e non si trasformi in un esamificio, evitando che, dietro un falso processo di "europeizzazione" dei Corsi di Laurea (ogni Nazione ha un sistema universitario "diverso e peculiare"), si verifichi il livellamento della cultura. In questa ottica, non si può non prevedere un ruolo primario dell'Università nell'inserimento dei giovani italiani nella dimensione europea, riprendendo la funzione storica di guida nell'impostazione dei modelli di studio e di ricerca. Con la Riforma degli Studi si sta tentando di reagire alle inefficienze del sistema universitario, drasticamente improduttivo, che ha determinato il sovraffollamento delle Facoltà nelle grandi città, un elevato tasso di abbandoni, un eccessivo numero di "fuori corso" ed un ritardo nella conclusione del percorso formativo. Questi effetti sono stati causati da un fossilizzato schema dei corsi, dall'eccessivo carico di studio, dalla burocrazia amministrativa, dalle poche risorse economiche e strutturali disponibili e da un elevato numero di iscritti all'Università per mancanza di un posto di lavoro. Da una prima analisi effettuata sul territorio nazionale emergono dati sconfortanti sulle modalità di attuazione della Riforma. Il sistema cosiddetto del "tre più due" da luogo a non indifferenti difficoltà di applicazione nell'area umanistico-sociale. Nell'area scientifica grazie ad una discreta duttilità dei corsi triennali, che rispondono maggiormente all'esigenze degli studenti, il nuovo sistema didattico sembra risultare efficiente. Per tali ragioni, si propone di differenziare l'applicazione della Riforma tra le Facoltà umanistiche e sociali e le Facoltà scientifiche, usando criteri diversi nella progettazione dei vari percorsi. Per alcuni Corsi di Laurea non è, infatti, semplice l'armonizzazione tra il primo triennio ed il biennio successivo, rendendo equilibrata la formazione di base e quella professionalizzante e, quindi, si può chiaramente affermare che l'articolazione "tre più due" non sia la più idonea. E' opportuno ipotizzare un ritorno al quadriennio a "ciclo unico" per determinate aree della didattica, pur mantenendo i crediti e l'architettura modulare dei corsi. Ed ancora, la mancata individuazione di profili professionali per alcuni corsi di Laurea triennali e la conseguente difficoltà nell'immissione del mondo del lavoro, incrementano ulteriormente i dubbi legati alla validità della Riforma nell'ambito della Facoltà umanistiche e sociali. Tutto ciò è avvallato dal mancato impegno del precedente Governo nel reperire i fondi indispensabili per la realizzazione di un progetto così ambizioso, avendo impostato una Riforma a "costo zero" (senza adeguati stanziamenti economici) che accentuerà le problematiche storiche dell'Università, come la carenza di aule, laboratori, centri di calcolo e personale docente, sempre più necessari a seguito dell'incremento del numero degli insegnamenti e alle maggiori specializzazioni richieste ai laureati. Si auspica, in virtù di quanto qui espresso, che non si stravolga il processo riformatore, ma si individuino già da subito i correttivi necessari atti a migliorare il tragitto della Riforma degli Studi per far si che l'Università italiana diventi realmente protagonista in Europa Responsabili dell'iniziativa: Gruppo Consiliare di Azione Universitaria al CNSU

Info GP