UNA PROPOSTA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO
- AZIONE GIOVANI ? FESTA NAZIONALE SETTEMBRE 2004 -
La possibilità di frequentare l?Università deve essere garantita a tutti. Questo principio vale, sopratutto, per coloro che non possono sopportare economicamente gli eccessivi costi che ne conseguono. Sarebbe, dunque, opportuno intervenire per accrescere i finanziamenti e gli investimenti nelle strutture adibite al Diritto allo Studio: dal basso, attraverso il ruolo svolto dagli eletti di AU nei singoli Atenei e dall?alto, attraverso un maggiore sostegno da parte del Governo nazionale al diritto allo studio, come è già avvenuto nel 2004. Ma ciò non sarebbe comunque sufficiente, poiché esiste un deficit strutturale sulla gestione delle politiche per il Diritto allo Studio.
Siamo consci, infatti, che l?apparato pubblico ne è responsabile primario. Ma, oggi, si afferma sempre più l?esigenza di coinvolgere il settore privato. Alcuni persistono nell?idea che i servizi alloggiativi, di ristorazione e di ausilio didattico debbano prescindere dal coinvolgimento dei soggetti privati, determinando così incrementi continui dei costi che gravano poi trasversalmente sugli studenti. È anacronistico non prendere atto dell?incapacità del sistema universitario e delle Aziende Regionali ad adempiere con efficacia alle azioni sul Diritto allo Studio.
Prendiamo atto, comunque, dell?impegno reale del Governo che, nella finanziaria 2004, ha incrementato del 16% gli stanziamenti per il Diritto allo Studio degli studenti universitari. D?altronde, la Sinistra al Governo aveva ben pensato di introdurre la Riforma del ?3+2? e di far aumentare il numero delle immatricolazioni, senza però adeguare i fondi per la didattica, gli stipendi dei docenti ed il Diritto allo Studio.
La Finanziaria 2004 (dopo 12 anni di limbo) ha cambiato le norme sul Prestito d?Onore concesso agli studenti capaci, meritevoli e privi di mezzi, iscritti ai corsi di Laurea e di Laurea Specialistica, ai Diplomi di Specializzazione e ai Dottorati di Ricerca.
I giovani hanno atteso, per lungo tempo, l?attivazione di questo strumento che supera il concetto di mero assistenzialismo. Infatti, il Prestito d?Onore adottato già da anni in molti Paesi di Europa, è un finanziamento fiduciario degli studi con l?impegno degli studenti alla restituzione dilazionata nel tempo. Per farlo funzionare, è stato dato in gestione a Sviluppo Italia Spa, ed è stato istituito un apposito Fondo, (di ben 10 milioni di euro per l?anno 2004) finalizzato alla costituzione di garanzie sul rimborso dei prestiti fiduciari, concessi dalle banche e dagli altri intermediari finanziari. Il Fondo potrà essere incrementato con contributi di Regioni, Fondazioni e altri soggetti pubblici e privati disponibili ad investire nella formazione.
In particolare, sul fronte dei posti alloggio, i dati in nostro possesso sono chiari e confermano che le disponibilità delle aziende per il Diritto allo Studio sono solo di circa 29.000: meno del 40% rispetto all?attuale numero degli studenti idonei (in costante crescita).
Nelle varie riforme dei Governi precedenti si è tanto sbandierata la ?mobilità dello studente?, ma questa era rimasta sostanzialmente inapplicabile visto lo scarso numero di alloggi disponibili. Ciò ha determinato il crescente mercato degli ?affitti in nero?, che coinvolge la maggior parte degli studenti costretti ad accettare esosi esborsi mensili in nero ai ?proprietari?, preoccupati solo dal profitto. Ciò ha determinato lo sviluppo di un mercato sommerso che costringe spesso gli studenti a vivere in edifici fatiscenti e non coperti da assicurazioni, senza alcuna garanzia.
In effetti, lo Stato ha effettuato un importante investimento di 451 milioni di euro, stanziando contributi per la ristrutturazione e l?edificazione di numerose residenze universitarie, che saranno pronte entro il 2005, con la realizzazione di 16.000 nuovi alloggi. Ma la domanda è, sempre, troppo alta rispetto ad una ?forma? di offerta spesso insufficiente e troppo costosa. Perciò noi spingiamo affinché lo Stato, le Regioni e le Aziende per il Diritto allo Studio scelgano il modello del contributo per l?affitto di abitazioni presso i privati, rispetto alla costosa edificazione e gestione pubblica delle ?Case dello studente?.
Il contributo allocativo rappresenta un nuovo e moderno strumento di gestione dei servizi abitativi che comporta un sicuro abbattimento della spesa pubblica. Quindi, per il futuro, a parità di stanziamenti statali e regionali, si otterrà un effettivo aumento del numero di studenti che potranno usufruire di un alloggio gratuito a costi agevolati, risiedendo, inoltre, dove gli è più congeniale ed in condizioni sicuramente più umane.
In particolare, gli elementi chiave per rendere operativa una nuova forma di gestione degli alloggi per gli studenti universitari sono:
rafforzare il ?Contratto Unico Nazionale?, una forma contrattuale transitoria di locazione siglata in accordo tra locatari e studenti con procedure e tipologie contrattuali più flessibili rispetto alle attuali, calmierando le tariffe massime di locazione in raccordo con i parametri territoriali e superando le attuali rigidità del mercato
aumentare la trasparenza grazie alla registrazione dei contratti di locazione, consentendo, contemporaneamente, di innescare un maggior controllo dell?Autorità pubblica e meccanismi concorrenziali che faranno abbattere i prezzi di locazione per gli studenti
accrescere il livello della defiscalizzazione per i locatari in modo che siano incentivati a siglare il contratto
costituire, a livello locale, delle Agenzie Universitarie di Intermediazione Immobiliare, gestite dalle associazioni studentesche riconosciute ed accreditate dal MIUR. Queste si occuperanno della gestione delle banche dati locali degli alloggi privati disponibili per gli affitti e delle convenzioni con strutture esterne (convitti, collegi, ostelli), favorendo il raccordo domanda-offerta dell?alloggio ed il controllo del rispetto normativo da parte dei locatari. Si concretizzerebbe, così, una più intensa collaborazione fra studenti, Ateneo, territorio e proprietari immobiliari
Solo una programmazione su scala nazionale, raccordata da adeguate politiche amministrative sull?urbanistica e la casa, consentirebbe di attivare una reale collaborazione fra Atenei e Enti Locali per risolvere il problema degli alloggi studenteschi. L?anello di congiunzione sarebbe proprio l?Agenzia Universitaria d?Intermediazione Immobiliare a cui i proprietari degli immobili dovranno essere iscritti per poter usufruire della concessione di sgravi fiscali, benefici ed incentivi.
Altro punto importante sul diritto allo studio Universitario è quello delle borse di studio: gli studenti Italiani e Comunitari sono spesso svantaggiati nella partecipazione ai bandi delle aziende per il diritto allo studio. Infatti si trovano a dover competere con i redditi, sempre prossimi allo zero, degli studenti extra-comunitari che avallati dalle loro ambasciate fanno in modo che non si possa avere un riscontro reale sul patrimonio posseduto. Su questo campo, penso sia il caso di prevedere una percentuale massima di studenti extracomunitari vincitori, inserendo una graduatoria parallela solo per questa categoria di universitari in modo da non ledere i diritti di quegli studenti che si comportano in modo trasparente contribuendo con le loro tasse alle entrate dello Stato Italiano che ha il dovere di tutelare i suoi studenti che rappresentano il futuro della sua classe dirigente.
Per concludere, ricordiamo che gli studenti necessitano di una rilevante quantità di servizi ed informazioni durante il proprio percorso universitario. In quest?ottica, noi chiediamo che su tutto il territorio italiano siano potenziate le ?carta dei servizi?, per gli studenti che, attraverso una serie di convenzioni con realtà pubbliche e private locali, permetta di sostenere ulteriormente coloro che trovano difficoltà a sostenere le normali spese legate al percorso di studi.
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