Sapienza: Ennesimo scandalo nell’Ateneo romano durante le elezioni studentesche (11/2008)
“Un’ecatombe di voti democraticamente espressi dagli studenti, questo sarà il risultato finale delle elezioni studentesche che si stanno svolgendo all’Università Sapienza, dove si votava ieri ed oggi. Dopo che molti candidati, in tutte le liste, hanno fatto la propria campagna elettorale promuovendo se stessi con i propri soprannomi, regolarmente accettati e pubblicati un mese fa dall’Ateneo, questa mattina la Commissione Elettorale Centrale ha fatto sapere ai Presidente di seggio che dovranno considerare nulle tutte le schede in cui non sarà scritto il cognome del singolo candidato come unico sistema per esprimere la preferenza e che non potrà essere contestata questa scelta. Una scelta palesemente anti-democratica, comunicata a campagna elettorale ultimata e ad urne sostanzialmente chiuse. Non vogliamo ancora credere che si possa lasciare in questo stato di anarchia l’Ateneo, speriamo che il Rettore Frati da poco eletto risolva la questione e che i componenti della Commissione Elettorale diano le dimissioni dopo questa scelta politicamente e democraticamente scorretta”. Così Andrea Volpi, capogruppo del Centro Destra Universitario al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.
“L’Ateneo, nel rispetto delle tradizionali prassi consolidate per le elezioni, comprese quelle amministrative degli enti locali, ha accettato, per ogni singolo candidato alla carica di rappresentante degli studenti, anche l’eventuale soprannome all’atto della presentazione delle candidature. Tutto il corpo elettorale sa che è possibile esprimere la preferenza per un candidato scrivendo il soprannome dello stesso in sostituzione del cognome, basta ricordare il caso di Andrea Alzetta detto “Tarzan” alle recenti elezioni per il rinnovo del Comune di Roma e il caso del sottoscritto detto “Fox” alle recenti elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari. Bene, dopo una lunga campagna elettorale, solo oggi ci fanno sapere che il soprannome è utilizzabile solo ad integrazione del cognome, ledendo di conseguenza i più elementari diritti di promozione delle candidature individuali degli studenti nell’ambito di un confronto democratico. Inoltre ci impediscono di contestare le schede considerate nulle. Questo è fuori da ogni logica”.








