Comunicati stampa • 21 October 2008

AU: mobilitazioni in tutta Italia contro i blocchi della didattica (10/2008)

Azione Universitaria: "Cortei inquinati. Giusto protestare contro Università allo sfascio, sbagliato difendere interessi dei baroni" "Quello che vediamo in questi giorni è un movimento studentesco senza autonomia guidato da Rettori con il megafono e da Presidi con striscioni che animano i cortei. Chi muove queste proteste è la vera causa dei problemi dell'Università. Sprechi, clientele, concorsi truccati, inutilità della laurea, corsi universitari che prolificano, professori assenti, il mercato nero degli affitti studenteschi, bilanci con voragini, carriere per cooptazione, inefficienze, baronie… Da anni contestiamo questo sistema accademico, contro cui ogni manifestazione è sacrosanta. Siamo disgustati però da una protesta di ruffiani faziosi che manipolati dai baroni trascinano in piazza studenti in buona fede. Si tratta di proteste preventive, una sorta di intimidazione politica al Governo messa in atto dal potere accademico per evitare che l'università venga contagiata dalla meritocrazia e dall'efficienza. Questi cortei sono inquinati dal peggior potere accademico" Dichiara Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione Universitaria al termine della direzione nazionale del movimento studentesco di centrodestra. "Nelle prossime giornate lanceremo una mobilitazione libera dalle influenze sia dei professori che dei partiti politici. Attaccheremo la casta universitaria che soffoca lo sviluppo dei nostri atenei e se il Governo non interverrà con coraggio e determinazione per rivoluzionare l'Università, manifesteremo anche contro il Governo che noi stessi abbiamo voluto e votato" Prosegue Donzelli "Con la nostra tradizionale goliardia e con la nostra forte rabbia evidenzieremo casi particolari di malauniversità per denunciare un sistema completamente marcio. La direzione nazionale del movimento ha approvato unanimemente un calendario di iniziative sparse su tutto il territorio nazionale." Conclude il leader studentesco di centrodestra.
[Leggi la "Controinformazione di Azione Universitaria sulle proteste in corso: una lezione ai ruffiani e ai baroni. "]
[Leggi il contributo "Restituiteci il Futuro! L’Università che vogliamo"]
[Leggi i comunicati su "Caos negli Atenei romani: aggressioni, censure, sospensioni di organismi"]
Azione Universitaria "Con Ministro Gelmini confronto leale ma serrato. Adesso aspettiamo i fatti" "E stata un'ora di confronto leale ma serrato col Ministro Gelmini che si è dimostrata disponibile ad ascoltare le nostre preoccupazioni e le nostre proposte per migliorare il futuro dell'Università e degli studenti. Adesso vedremo i fatti" così la delegazione di Azione Universitaria al termine dell'incontro durato circa un'ora col Ministro Gelmini nella giornata di audizioni delle rappresentanze studentesche. "Sulla tanto paventata trasformazione in fondazioni - continuano i dirigenti del movimento universitario di centrodestra - abbiamo espresso le nostre osservazioni volte principalmente a scongiurare qualsiasi ipotesi di aumento delle tasse universitarie e delegittimazione del ruolo delle rappresentanze studentesche ed a preservare l'elettività del senato accademico. Con la premessa della strumentalità e faziosità delle proteste utili più ai baroni che agli studenti, abbiamo altresì preteso dal Ministro l'impegno a mantenere le promesse che avevamo ricevuto in campagna elettorale circa il ribaltamento della concezione del 68 e la rivoluzione del merito che si esplica solamente con il ridimensionamento del potere delle caste baronali, la fine della logica della cooptazione clientelare laddove non addirittura familiare, uno stop ai corsi di studio ed alle sedi inutili, un taglio deciso agli sprechi ed alla mala-gestione dei fondi e un serio piano per la costruzione di strutture e residenze per gli studenti fuorisede". "Affinché la voce degli studenti sia parte integrante del processo di riforma abbiamo inoltre chiesto, ottenendo buone disponibilità, di partecipare alla stesura del regolamento che normerà la possibilità di trasformazione in Fondazioni ed alla vera riforma dell'Università visto che quanto attualmente oggetto di protesta sono solo 4 articoli della manovra economica e non un vero progetto di ammodernamento del mondo accademico" concludono Donzelli e Volpi.

QUELLO CHE I PROFESSORI NON DICONO...

«Non si possono dire soltanto dei "no", nè bisogna farsi prendere dalla paura». Giorgio Napolitano Università – Fondazioni: ai sensi della Legge 133 (art. 16) i Senati Accademici avranno la possibilità (e non l’obbligo) di trasformare gli atenei in “fondazioni di diritto privato”. Questa NON è privatizzazione. Gli atenei, infatti, potranno usufruire dei finanziamenti privati ed avere la garanzia di costruire un ponte nel mercato del lavoro. Rimane la possibilità di limitare e determinare le condizioni di accesso dei privati con apposite disposizioni nello Statuto, nei regolamenti di amministrazione e di contabilità che devono essere approvati contestualmente alla (eventuale) delibera di trasformazione. In ogni caso, la trasformazione e gli statuti sono subordinati all’approvazione del Ministero dell’Università poiché lo Stato si assume il compito di vigilare sulla corretta gestione degli atenei che, quindi, non diventeranno satelliti delle aziende. Inoltre anche nel caso delle Fondazioni resta fermo il finanziamento pubblico. Dopo circa un decennio di progressivi tagli “bipartisan”, dovuti soprattutto ai tanti sprechi, le università vengono potenziate e non danneggiate dall’eventuale applicazione di questa norma. Razionalizzazione dei fondi: nella finanziaria è previsto un taglio a partire dal prossimo anno accademico. Non è la prima volta che l’università subisce una pesante diminuzione delle risorse. Ovviamente nessuno può festeggiare. Tuttavia è doveroso puntualizzare che gli studenti non saranno toccati perché questi tagli serviranno a razionalizzare la spesa colpendo gli innumerevoli sprechi e non certo i già esigui investimenti nei servizi per gli studenti. Nonostante gli aiuti statali molti atenei hanno i bilanci in negativo a causa della cattiva gestione. Con questi tagli verranno chiusi corsi di laurea con pochissimi studenti e tanti docenti e sarà impedito ai dipartimenti di sperperare soldi. La vera sfida sarà vigilare negli organi di governo d’ateneo affinché i docenti, per tutelare i loro privilegi, non aumentino le tasse agli studenti. Turn over del personale: il turn over del personale verrà limitato al 20% per il triennio 2009/2011 ed aumentato al 50% dal 2012. Il collasso economico degli atenei è causato anche dall’eccessivo numero di personale. Nella maggior parte di essi oltre il 90% delle risorse servono a pagare gli stipendi, limitando così i fondi per le strutture, la didattica e la ricerca. La diminuzione dei docenti potrebbe essere il primo passo verso l’efficienza. Non verranno più creati corsi di laurea solo per sfornare cattedre, ma ci si concentrerà sulla qualità e la selezione dell’offerta formativa. La vera vergogna degli atenei italiani è il sistema di accesso alla carriera universitaria che spesso, come confermano le cronache giudiziarie, si rivela un ufficio di collocamento per amici e parenti dei professori.

L'UNIVERSITA' CHE LORO VOGLIONO CONSERVARE...

Da giorni professori, ricercatori e associazioni studentesche di sinistra portano avanti una protesta strumentale contro i provvedimenti del Ministro Gelmini. Nei loro documenti e nelle assemblee diffondono falsità e allarmismi per tentare di mettere gli studenti contro il Governo. Ma dietro questo chiaro progetto politico ci sono ragioni più profonde e bieche: la difesa di quel meccanismo fatto di baronie, privilegi e sprechi che ha distrutto gli atenei italiani. Se da anni tutti i governi (sia di destra che di sinistra) hanno progressivamente ridotto i fondi per l’università lo si deve a quanti hanno sperperato i finanziamenti a pioggia dati dallo Stato. Con la complicità di certi politici hanno trasformato l’università in “ufficio di collocamento” per parenti, amanti, amici degli amici, eliminando la meritocrazia. Le facoltà hanno dilapidato negli anni i fondi senza investire nella didattica e nelle strutture, sempre più fatiscenti. Altra scelta devastante quella di creare un numero eccessivo di atenei e poli decentrati (sempre per piazzare qualcuno…), disperdendo così le risorse e abbassando la qualità delle università una volta all’avanguardia. Le università sono passate dalle 41 della fine degli anni ’90, alle 66 di oggi (e con le private e le telematiche si arriva a 94). Oggi nessun ateneo italiano figura tra i primi cento del mondo.

IL DISASTRO DEL "3+2" VOLUTO DALLA SINISTRA...

Gli attuali contestatori non mossero un dito quando il primo Governo Prodi varò la famigerata riforma del “3+2”. Non dissero nulla per non andare contro un Governo “amico” e perché in fondo a loro faceva comodo quella riforma. Infatti, tra il 2000 ed il 2006, le università hanno bandito 13'232 posti per professori. Questi concorsi hanno creato 26'004 idonei. Magia? No, solo l’effetto del meccanismo di “idoneità multipla”, introdotto una tantum nel ’99 per superare un’emergenza ma poi tacitamente adottato come regola generale, col benestare di tutti: più professori equivalgono a più corsi, più corsi, più fondi e potere (sempre monopolizzato dai baroni). Il “professorificio” è costato allo Stato qualcosa come 300 milioni di euro in 5 anni. Conseguenza dell’esplosione del numero dei professori, un parallelo aumento dei corsi di laurea (una volta fatti i docenti, bisogna trovargli un’occupazione). Dal 2000 in poi i numeri dell’università sono esplosi: i corsi di laurea sono raddoppiati da 2'444 a 5'500, molti dei quali assolutamente inutili. Paradossali quanto emblematici i 37 corsi di laurea in giro per l’Italia, dello scorso anno accademico, con un solo studente iscritto!
L’università dei baroni e dei sindacati è quindi un carrozzone che ha divorato i fondi pubblici senza investire nella didattica e nella ricerca, ha il più basso numero di laureati in Europa, favorisce la fuga di cervelli a causa del nepotismo, non mette lo studente al centro del percorso formativo, non crea alcun collegamento con il mondo del lavoro.
Dov’erano le associazioni studentesche di sinistra, i sindacati dei professori e dei ricercatori quando avveniva questo scempio? Perché nelle loro piattaforme rivendicative non scrivono queste cose???
"Strumentalizzano la riforma Gelmini per mere questioni ideologiche, ma realmente non sanno neppure di cosa parlano - sono le dichiarazioni di Luciano Cavaliere, Dirigente Nazionale Azione Universitaria - Il fatto che nei giorni scorsi lo stesso ex ministro Berlinguer abbia dato solidarietà al ministro Gelmini, è la dimostrazione di come la Sinistra sia patetica e sfrutta la piazza ed i giovani, che non conoscono per nulla il DL Gelmini. La Sinistra non tiene ne al futuro dei giovani stessi ne tanto meno all’interesse della scuola e dell’Università. Continuano, come sempre, a difendere gli interessi dei baroni sessantottini". "Che l’Ateneo di Tor Vergata dia il buon esempio iniziando a fare una vera analisi di coscienza e provveda quindi alla rimozione di quello che è superfluo e grava in ogni caso sulle spalle di noi studenti – sono le parole di Sandra Silvestri, Senatore Accademico di Tor Vergata - Più che della qualità, della meritocrazia e della volontà di migliorasi l'unica cosa che mi sembra preoccupare tutto l'ambiente accademico è la possibilità di non godere più di tanti privilegi, e la sottoscritta è stata eletta per rappresentare gli studenti e non per difendere la casta e i suoi privilegi. Continueremo in questi giorni a stare fra gli studenti – ha continuato Silvestri – in tutte le facoltà del nostro ateneo, spiegando loro davvero di cosa tratta la riforma, di come la sinistra ne faccia una semplice questione demagogica e di quanto Azione Universitaria si stia impegnando per liberare gli atenei dalle casta e dai baroni".

UN PO’ DI SANA GOLIARDIA

Azione Universitaria Siena ha messo all'asta su Ebay l'Ateneo di Siena Anche Azione Universitaria Siena aderisce alla mobilitazione nazionale per sostenere la necessità di superare lo stato di crisi del sistema universitario italiano. Per questo abbiamo deciso di mettere goliardicamente in vendita il prestigioso Ateneo degli Studi di Siena, che ha un deficit di 145 milioni di euro, su E-bay. L'Ateneo viene offerto a prezzi stracciati ed è in posizione centrale con balconi e finestre veduta palio. Azione Universitaria Tor Vergata ha messo all'asta il corso di laurea in "Scienze dell'Universo" con soli 10 iscritti "Azione Universitaria ha provocatoriamente messo all'asta un intero corso di Laurea in vigore presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata: si tratta del corso in Scienze dell'Universo che vanta solamente 10 iscritti. La vendita degli innumerevoli corsi di Laurea come questo, presenti in ogni Ateneo italiano, porterebbe a enormi risparmi sui bilanci delle Università ma a quanto pare i privilegi della casta di docenti e baroni sono intoccabili e si preferisce inscenare proteste incomprensibili strumentalizzando una componente estremista degli studenti che non si rendono conto di svilire e delegittimare il movimento studentesco " è quanto dichiara Sandra Silvestri rappresentante degli studenti nel senato accademico dell'Università di Tor Vergata. Azione Universitaria Roma Tre, contro gli sprechi all'asta pezzi di Ateneo "Azione Universitaria Roma Tre, così come accaduto in altri Atenei italiani, ha messo simbolicamente all'asta gli alberi di limone della facoltà di Giurisprudenza sul sito ebay per protestare contro gli sprechi dei Rettori e la strumentalizzazione con la quale docenti e baroni, principali responsabili dell'inefficienza del sistema accademico, stanno guidando una esigua frangia di studenti in una protesta universitaria volta soltanto a difendere i propri privilegi" è quanto dichiara Marco Pingitore responsabile di Azione Universitaria nel terzo Ateneo romano.
"Strumentalizzano la riforma Gelmini per mere questioni ideologiche, ma realmente non sanno neppure di cosa parlano - sono le dichiarazioni di Luciano Cavaliere, Dirigente Nazionale Azione Universitaria intervenuto in una trasmissione radiofonica per un emittente romana- Il fatto che nei giorni scorsi lo stesso ex ministro Berlinguer abbia dato solidarietà al ministro Gelmini, è la dimostrazione di come la Sinistra sia patetica e sfrutta la piazza ed i giovani che non conoscono per nulla la legge. I rettori in piazza? – ha replicato Cavaliere – Sono ridicoli, hanno solo il timore di non godere più dei tanti privilegi. La vera rovina dell’università italiana non è la riforma ma gli innumerevoli sprechi, le clientele, i concorsi truccati, l’inutilità della laurea, corsi universitari che prolificano, i troppi professori assenteisti, il mercato nero degli affitti studenteschi, i bilanci drammatici, carriere per cooptazione, cose che i magnifici rettori, anzi baroni, conoscono bene e ben si guardano dal combattere. Alla domanda rivolta dal giornalista in merito alle dichiarazioni del Presidente Berlusconi, Cavaliere ha obbiettato con fermezza - “Garantire il diritto allo studio è un obbligo delle istituzioni, le occupazioni sono di certo una forma di protesta, ma va detto che quando qualcuno intraprende tale iniziativa sa a cosa va incontro soprattutto quando la protesta coincide con la mancanza di rispetto dell’idea dell’altro. In passato anche io ho partecipato a delle occupazioni, lo scorso settembre occupammo il piazzale del MIUR per contestare Mussi, e all’epoca come ha ricordato il presidente nazionale di AU, eravamo da soli a protestare. Alcuni di noi furono accompagnati in questura per essere identificati eppure in quell’occasione, come del resto in tutte le manifestazioni di AU, si trattò di un occupazione pacifica e per lo più goliardica. Comunque sono convinto che non ci sarà bisogno di scomodare le forze dell’ordine poiché le falsità delle sinistre e dei baroni universitari pian piano stanno venendo alla luce. Pensi che questa mattina i collettivi dell’università di Roma Tor Vergata, hanno provato ad occupare la facoltà di Lettere ma sono stati bloccati dagli studenti stessi, lo stesso è accaduto ieri nella facoltà di Giurisprudenza di Roma3, ma queste cose non fanno notizia e quindi i giornali non le riportano.” “Voglio invitare tutti gli studenti in buona fede di informarsi, leggete la riforma nella sua completezza ma non fatevi trascinare da chi vi sfrutta in questo momento solo per i propri scopi, con argomentazioni che non sono trattate nella legge o addirittura interpretate a proprio piacimento. E cosa ci dice sul futuro degli Atenei – Fondazioni? Ho sentito dire che le università si trasformeranno in fondazioni e che le università non saranno più pubbliche ma private. Non voglio entrare per ora nello specifico perché la discussione se essere a favore o contro comporterebbe un intera trasmissione, ma mi fermo solo a leggere l’art. 16 della legge 133 - …le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato la legge - vede il verbo “possono” indica che ci può essere la possibilità ma non che si obbliga i rettori e i docenti a trasformare le proprie università in fondazioni. In merito a questo tra l’altro la legge dice chiaramente - La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e' approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze – quindi detto ciò secondo lei le università saranno obbligate a trasformarsi in fondazioni? Io credo proprio di no. “ “Ma a lei le sembra giusto che le tasse degli studenti ogni anno vanno a contribuire nel 90% per pagare gli stipendi dei docenti, docenti che in alcuni casi si trovano ad insegnare in corsi di laurea dequalificanti con 10 iscritti? - ha continuato Cavaliere - Sono stato rappresentante degli studenti in Senato Accademico durante la riforma Moratti e ricordo che anche all’epoca ci fu grande bagarre da parte di alcuni docenti e collettivi di sinistra. In quell’occasione il mio senato stava discutendo l’apertura di un corso di laurea per istruttori di vela, grazie a dio proposta bocciata, io proposi al mio senato di istituire il corso di laurea per giocatori di tre sette.” “Siamo pronti a lanciare nei prossimi giorni – conclude il dirigente giovanile di Alleanza Nazionale - una campagna nazionale per rendere visibile agli occhi di tutti, cosa docenti e rettori nascondono in questa loro assurda protesta, gli incazzati dovremmo essere sì noi studenti, ma contro di loro. Per quanto ci riguarda i baroni hanno i giorni contati”.
[Leggi la "Controinformazione di Azione Universitaria sulle proteste in corso: una lezione ai ruffiani e ai baroni. "]
[Leggi il contributo "Restituiteci il Futuro! L’Università che vogliamo"]
[Leggi i comunicati su "Caos negli Atenei romani: aggressioni, censure, sospensioni di organismi"]

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