AN: Oltre al partito, Storace lasci perdere i simboli che non gli appartengono più (07/2007)
“Francesco Storace ha scelto liberamente di lasciare Alleanza nazionale: ha fatto bene la Meloni, Presidente Nazionale di Azione Giovani, a ricordargli che il nuovo movimento storaciano non potrà appropriarsi della fiaccola stilizzata, che appartiene da più di 50 anni ad un mondo da cui si sono tirati fuori sia l’ex Governatore del Lazio, sia i suoi sostenitori. Il tentativo di inserire la fiaccola nell’ipotetico simbolo del suo movimento rende il comportamento di Storace quanto mai particolare: il senatore lascia Alleanza Nazionale, parla di una comunità – la sua - libera di scegliere le proprie strade e poi si dimentica il rispetto nei confronti di chi – e sono la maggior parte – resteranno con AN e con Azione Giovani. Se il distacco deve esserci, sia completo: Storace ed i suoi abbandonino il partito, le strutture organizzative ed i simboli del nostro ambiente, compresa la stessa fiaccola che è, ancor oggi, il simbolo di Azione Giovani”. Così Gian Luca Bianchi, Piero Cavallo, Luciano Cavaliere e Andrea Volpi, Dirigenti Nazionali di Azione Giovani ed Azione Universitaria, movimenti giovanili legati al partito di Fini.
“Se Storace proseguirà nelle sui intenzioni, sarà evidentemente manifestata la sua volontà di coinvolgere AG in una lunga diatriba, che i giovani non si meritano perché frutto di questioni che non sono di loro interesse. A quel punto la via legale, indicata da Meloni e invocata dalla base di Azione Giovani, potrebbe essere l’unica strada per chiarire la situazione, ma il dover seguire quel percorso sarebbe una conseguenza delle scelte di Storace”.
Il comunicato del Presidente di AG on. Giorgia Meloni
Giorgia Meloni interviene sul caso Storace: “Decisione non condivisibile ma rispettabile. Mostri lo stesso rispetto togliendo la fiaccola dal suo logo”
Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione Giovani dichiara in una nota: “Consideriamo non condivisibile la scelta di Francesco Storace di lasciare Alleanza nazionale ma la rispettiamo, come rispettiamo la sua storia. Proprio per questo però ci aspettiamo lo stesso rispetto per la nostra organizzazione giovanile”.
Storace sa bene che quella fiaccola, il simbolo che ha scelto per il suo nuovo movimento appartiene, storicamente ai giovani della destra, dalla Giovane Italia, al Fronte della Gioventù fino ad Azione Giovani. Sa bene che in essa si riconoscono migliaia di ragazzi: quelli che ogni 19 luglio a Palermo ricordano con una fiaccolata il giudice Paolo Borsellino, sfilando contro la mafia e avanzano nuove proposte per sconfiggerla; quelli che quest’anno in tutte le università d’Italia hanno contestato duramente il governo, opponendosi ai tagli previsti dalla Finanziaria; quelli che oggi nella Conferenza dei presidenti delle Consulte provinciali italiane possono contare sul gruppo più numeroso; quelli che nelle amministrazioni locali ogni giorno avanzano progetti e proposte; che per il 10 febbraio si sono mobilitati in ogni città per intitolare una via, una piazza ai nostri martiri del confine orientale; che il 26 giugno, in occasione della giornata mondiale contro la droga hanno avviato una campagna di sensibilizzazione nazionale per opporsi alla legge Ferrero, consegnando un enorme spinello al ministro della Solidarietà sociale; quelli che in tutta Italia ogni giorno subiscono attacchi di violenza politica e decidono di non rispondere con la violenza ma con la militanza e la passione; quelli che in occasione del referendum sulla procreazione assistita hanno avuto il coraggio e la forza di portare avanti le loro idee nonostante le dissonanze con il partito; quelli che quotidianamente non si accontentano di fare testimonianza ma lavorano per costruire un futuro diverso” continua l’esponente di Ag.
“Storace sa bene quanto sia per noi rappresentativa ed identitaria la fiaccola, come sa bene che pur mantenendo fermo il principio di autonomia i ragazzi di Azione Giovani si riconoscono in Alleanza nazionale. Utilizzare il nostro simbolo per lanciare un diverso movimento significa impropriamente coinvolgere la nostra organizzazione in una diatriba che non ci interessa. Chiediamo a Storace di modificare il suo logo, perché non vorremmo mai trascinare un simbolo così importante e ricco di storia nello strumento di un'imbarazzante querelle legale”, conclude Giorgia Meloni.








