
Università: Spropositati aumenti delle tasse che gravano sugli studenti e le loro famiglie
“Il governo Prodi taglia i fondi all’Università e alla Ricerca ed i Consigli di Amministrazione della Sapienza, di Roma 3 e di Firenze aumentano le tasse colpendo le fasce deboli: insomma, come al solito, la politica della Sinistra va contro gli interessi di tutti. In campagna elettorale avevano promesso maggiori investimenti nel sistema universitario ed hanno invece tagliato i fondi, che gli Atenei sono costretti a recupere sugli studenti. È una logica conseguenza di un complesso meccanismo in cui, da un lato, il Centro-Sinistra tutela lobbies e privilegi accademici, favorendo una serie impressionante di assunzioni, mentre, dall’altro, non gli garantisce adeguati fondi pubblici per sostenerlo. E così gli studenti sono costretti a pagare sempre più tasse, per giunta senza ottenere i benefici in termini di miglioramenti dei servizi loro offerti dall’Ateneo”. Cosi Andrea Volpi, componente dell’Esecutivo Nazionale di Azione Universitaria, commenta criticamente le decisioni dei C.d.A. degli atenei.
“A pagare gli sprechi e i privilegi interni alle università – prosegue Andrea Volpi - sono sempre i giovani, buona parte dei quali sono costretti anche a lavorare per poter pagare gli affitti ed i testi che ogni anno aumentano sempre di più. Noi ci chiediamo: come può una famiglia con un reddito ISEE pari a 6.000 euro pagare 371 euro di tasse universitarie e un affitto di circa 300 euro al mese in camera doppia?”
“L’Ateneo romano della Sapienza è tra i primi che ha scelto di aumentare le tasse”, ha rimarcato Andrea Cormano, rappresentante degli studenti presso la Facoltà di Medicina della Sapienza. “In particolare, il Consiglio di Amministrazione ha approvato la rimodulazione delle tasse, passando da 12 a 27 fasce di reddito, andando contro tutti i criteri di equità. Clamorosamente la nuova rimodulazione graverà pesantemente su una parte degli studenti meno abbienti e non garantirà il diritto alla studio alle fasce più deboli, che vedranno aumentate le loro tasse universitarie da 41 euro a 46 euro (pari a circa il 12% del totale delle tasse) a seconda del gruppo di appartenenza della Facoltà. Nelle fasce medie l’aumento sarà di solo 30 euro (circa il 5%). Infine la 23-esima fascia, con reddito familiare tra 66 mila e 72 mila, vedrà un aumento delle tasse tra 20,60 a 24,80 euro. L’aumento delle tasse riguarda 74.947 studenti su un totale di 134.052 iscritti per un gettito complessivo di entrate pari a circa 3.400.000 di euro, che andranno a sanare il mancato aumento dei finanziamenti pubblici. Insomma, l’impennata delle tasse andrà a colpire percentualmente di più gruppi di studenti appartenenti a gruppi disagiati. Alla faccia del tanto decantato Diritto allo Studio”.










