AG: Alzare il quantitativo di cannabis non tutela i giovani, ma gli spacciatori (03/2007)
“Non si riesce a comprendere come politici di sinistra, alcuni sindacalisti ed alcune comunità di accoglienza possano considerare normale che un individuo circoli liberamente con un elevato quantitativo di droga nelle proprie tasche, definendolo per uso personale. Se una persona intende fumarsi una sigaretta porta con se un pacchetto di bionde, non un’intera stecca. Dunque, se la quantità di cannabis posseduta da una persona è maggiore di un certo livello, non si può certo parlare di consumatore abituale, perché si ha davanti uno spacciatore”. Così Gian Luca Bianchi, Dirigente Nazionale di Azione Giovani, sulla sentenza del TAR che ha annullato il decreto del Ministro Turco con cui era stato innalzato da 500 milligrammi a 1 grammo il quantitativo di cannabis sopra il quale può essere prevista l'accusa di spaccio e possono scattare il carcere e le altre misure penali.
“La legge Fini-Giovanardi - ha sottolineato il dirigente giovanile di AN - va valorizzata e non abrogata poiché ha trovato il giusto equilibrio tra valori e praticità: infatti, ha riconosciuto definitivamente che non esistono droghe leggere per contrastarne la diffusione tra i giovani, ha favorito maggiori controlli contro le organizzazioni criminali e, contemporaneamente, ha consentito l’uso personale stabilendo rigorosamente delle dosi oltre le quali i soggetti detentori di stupefacenti vengono considerati delinquenti. In sostanza, la Sinistra dice una bugia quando afferma che si finisce in carcere anche solo per uno spinello. Speriamo che la politica comprenda le ragioni del TAR e, invece di procedere con il ricorso al Consiglio di Stato, si adopri per arginare la diffusione di nuove e sempre pericolose forme di droga”.
“Invece di puntare alla liberalizzazione e alla legalizzazione delle droghe leggere - ha detto il giovane dirigente del partito di Fini - è necessario costruire più forti piattaforme di dialogo con i giovani per disincentivarne comunque l’uso. Lo Stato e gli enti preposti alla lotta alla droga diano più spazio all’associazionismo per sostenere meglio le campagne di informazione e di prevenzione contro la diffusione delle sostanze stupefacenti, che risultano sempre più diffuse nelle scuole e negli Atenei considerato anche che è diminuita l’età media del primo contatto con le sostanza proibite. Il miglior modo per prevenire l’uso delle droghe è quello di offrire una valida alternativa allo sballo organizzando feste, attività sportive, eventi sociali culturali e ludici, nonché attrezzando delle moderne comunità giovanili”.








