“Il diritto allo studio - continua Guidoni - è una tematica centrale della vita universitaria e dalla Regione ci aspettiamo politiche serie ed efficaci, che mostrino una effettiva intenzione di invertire la rotta, dopo anni di immobilismo delle giunte di centro-sinistra che hanno lasciato inascoltate le richieste del corpo studentesco. Ad oggi non abbiamo avuto ancora risposte serie e concrete, ma manteniamo viva la speranza di ottenere un tempestivo segnale di discontinuità rispetto al passato. Il ritardo ormai lungo più di un anno per la costituzione delle Adisu collegate agli Atenei pubblici della Regione che paralizza le attività, dalla gestione al controllo, fino alla proposta e la vigilanza, rischia di essere un manifesto d’inerzia dell’amministrazione nei confronti delle esigenze del corpo studentesco e un preoccupante segnale per il destino degli organi stessi, forse destinati allo smantellamento e alla soppressione. Gli studenti delle Università del Lazio, inoltre, attendono da quasi un anno i contributi per l’alloggio, senza che l’amministrazione abbia dato ancora risposte certe, lasciandoli in una situazione di disagio.”
“Per il Diritto allo studio – prosegue Guidoni – gli studenti si aspettano davvero una struttura organizzativa nuova che faccia del merito, della trasparenza, dell’efficienza e della qualità, le sue migliori caratteristiche L’immobilismo, unito alla scarsa sensibilità delle istituzioni verso un tema così delicato, non lascia presagire nulla di buono, insinuando il dubbio che ancora una volta gli studenti debbano pagare strategie e dinamiche politiche alle quali sono totalmente estranei, ma che provocano pericolosi ritardi ed inefficienze da pagare però, sulla propria pelle”.








