ControInformazione • 25 January 2008

“La Caduta 2”, il nuovo capolavoro “su” Romano Prodi (01/2008)

È finalmente in scena, in tutte le sale, i salotti ed i bar d’Italia il nuovo capolavoro del Centro-Sinistra nostrano, un sequel degli eventi già avvenuti nel 1998. Il protagonista Romano Prodi, meglio conosciuto come il “tiranno delle tasse”, viene buttato giù dal “proprio” trono, che ha difeso fino all’“ultimo voto” con strenua ostinazione. La scelta della tenuta ad oltranza non è stata dettata da semplice egoismo od egocentrismo, ma dalla presa d’atto che la stagione del prodismo è definitivamente conclusa e che l’ex maggioranza al governo dalla primavera del 2006 è realmente ridotta in brandelli. Ed inoltre, strategicamente, lo stesso Prodi, i partiti “nanetti” e gli estremisti della Sinistra antagonista hanno voluto servire il piatto velenoso a Walter Veltroni, il leader del neonato Partito Democratico che ha rilasciato troppe esternazioni controproducenti per la stabilità di un eccessivamente composito e litigioso Centro-Sinistra. Dunque, è iniziata la lunga resa dei conti all’interno dell’Unione, uno schieramento di forze eccessivamente eterogenee e legate esclusivamente dalla spartizione del potere e da un collante chiamato anti-berlusconismo, entrambi troppo deboli. Se è vero – come molti richiedono e si vocifera - che ci saranno elezioni anticipate, Prodi si presenterà alle trattative interne all’Unione con l’appoggio sostanziale di gran parte delle forze politiche e sociali che aderiscono alla stessa. Ma anche con il sostegno di una parte consistente del veltroniano PD. Tutto ciò rappresenta un problema d’immagine e di peso politico effettivo per l’attuale Sindaco di Roma, il quale ha recentemente annunciato che la sua forza avrebbe corso da sola alle prossime elezioni. Dunque, il partito Democratico si presenterà debolissimo e non ancora strutturato completamente alle eventuali elezioni della primavera 2008 e lo stesso Veltroni troverà molte “mine anti-uomo” sul percorso delle trattative interne all’Unione, rallentando così l’affermazione socio-politica dello stesso PD. In effetti, almeno per questa volta, il CentroDestra ha fatto bene il suo dovere: è stato fermo ad attendere paziente sulla riva del fiume e ha visto “passare” il Governo “esanime”, “pugnalato” alle spalle dai suoi stessi ormai ex supporter Dini, Mastella e Fisichella, incompatibili con gran parte delle scelte adottate da Prodi & Co. La loro scelta è comunque l’effetto finale di un lungo processo di denuncia da parte del CentroDestra di tutti gli eccessi nelle politiche fiscali o in quelle sociali, gli attacchi alla Chiesa o i tentativi di occupazione da parte della Sinistra e del PD di tutte le poltrone disponibili. Francamente, non credo che nel Paese vi sia qualcuno che abbia voglia di avere a che fare con alcuno di questi “pugnalatori”, ma almeno per una volta in molti abbiamo esultato al loro fiero e palese “no” nell’aula del Senato repubblicano. Vedremo cosa tirerà fuori dal capello il Presidente della Repubblica, anche tenendo conto che tutti i sondaggi danno Berlusconi e gli alleati ad oltre il 60% dei consensi e che la riforma elettorale potrebbe non essere così urgente. Resta un’unica certezza relativa al povero Romano bolognese. A forza di lottare e di “sperare” abbiamo regalato all’Italia un nuovo “disperato” in cerca di un’occupazione, magari più stabile… Beh, forse non abbiamo vinto una vera e propria guerra, ma di certo l’ormai ex Presidente del Consiglio ha perso la partita. Prodi Game Over. di Gian Luca Bianchi
Le foto della festa di piazza post "caduta" ed il tapiro d'oro gigante che attendeva Prodi

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