
Ancora una volta il Tibet è vittima della violenza del regime comunista Cinese. Gli abitanti del “tetto del mondo”, che da decenni subiscono la repressione sistematica di ogni forma di autonomia religiosa e culturale sono tornati ad essere perseguitati dall’esercito cinese, che da alcuni giorni sta compiendo autentici massacri a Lasha ed in tutta la provincia tibetana.
Ancora una volta il regime cinese, nel tentativo di nascondere il suo volto violento e sanguinario, non fornisce i veri dati del massacro, arrivando persino, con un atto arrogante nei confronti della comunità internazionale, a definire “ribelli” gli abitanti del Tibet che chiedono solo di poter vivere secondo i loro costumi.
Quanto sta accadendo in Tibet getta un’ombra scura sulle Olimpiadi di Pechino della prossima estate, che non possono essere ospitate in un paese che reprime nel sangue le minoranze interne.
PER QUESTO CHIEDIAMO
che la comunità internazionale non resti inerme di fronte ad un tale scempio e che intraprenda una decisa iniziativa diplomatica, sotto l'egida dell'Unione Europea, nei confronti del governo cinese, valutando concretamente l’annullamento dei Giochi olimpici di Pechino ed il loro trasferimento in altra sede.

Azione Giovani ha già mostrato, negli anni passati,
dando anche voce nelle proprie manifestazioni ad autorevoli esponenti del Tibet e ai dissidenti cinesi, la propria perplessità sull'assegnazione dei Giochi Olimpici del 2008 (ormai alle porte) a Pechino, chiarendo il proprio punto di vista sulla vicenda: svolgere le
Olimpiadi nella Nazione asiatica avrebbe senso se venisse
subordinato esclusivamente a
significativi passi avanti da parte della Cina in tema di rispetto dei diritti umani fondamentali.
La realtà, purtroppo, si conferma un'altra: il
governo di Pechino non mostra il
minimo segnale di cambiamento e si sta veri
Info GP